SARA' ANCHE PENALMENTE IRRILEVANTE, MA E' UNO SCHIFO

 

Quella latrina sporca da anni che si chiama Il Giornale - comandata da un sedicente giornalista di nome Alessandro Sallusti detto Nosferatu, indegnamente graziato dal presidente della Repubblica a seguito della sua ennesima condanna per il reato di diffamazione a mezzo stampa in base alla quale avrebbe dovuto finalmente essere ospite per qualche tempo delle patrie galere - non si smentisce mai: appena può scrive str…ate, attaccando chi onestamente fa il proprio mestiere ed ha la sola pecca di non leccare il c… al Delinquente di Arcore.
L’edizione digitale di sabato diciassette agosto riporta un articolo di tale Luca Fazzo; costui si scaglia con una violenza inaudita contro i suoi colleghi di Repubblica e dell’Espresso, le punte di diamante dell’impero editoriale di Carlo De Benedetti, con la solita accusa di “giornalismo ad orologeria”.
Il ‘signore’ in questione, è bene ricordarlo, è stato scippato fraudolentemente dal Criminale Lombardo della casa editrice Arnoldo Mondadori: per questo la Giustizia borghese gli ha accordato un risarcimento di 576 milioni di Euro che, al momento, non risulta aver ancora incassato.
Ma torniamo alla notizia: secondo lo scribacchino del quotidiano milanese di via Gaetano Negri 4, è uno scandalo che “la notizia del conto offshore (nel quale verrebbe versata l’eredità di quell’essere immondo di suo padre, n.d.r.) di Marina B. sia stata rispolverata in coincidenza con la presunta discesa in campo della stessa”, pur essendo “vecchia” e “penalmente irrilevante”, per poterla additare come “la Caimana”.
La ‘signora’ in questione merita il suddetto appellativo, inteso nel senso più dispregiativo possibile, soltanto per il fatto di difendere a spada tratta quel delinquente matricolato di suo padre; detto questo, mi pare di poter affermare - senza tema di smentite - che sarà anche penalmente irrilevante, ma è comunque una vergogna che certa gente, che si definisce imprenditore con a cuore gli interessi degli italiani, abbia fondi personali all’estero per i quali non paga un centesimo di tasse allo Stato.
E’ ora che i sedicenti ‘imprenditori’ la finiscano di fare il loro mestiere con i soldi degli altri, visto che quando tutto va bene si intascano i profitti - spesso sottraendoli fraudolentemente al fisco, come dimostrato dalla sentenza di condanna definitiva del Padrino di Arcore - mentre, quando hanno un lieve calo nei profitti, licenziano o fanno ricorso agli ammortizzatori sociali, pagati dalla collettività al loro posto.

 

Genova, 22 agosto 2013

 

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Genova

 

http://pennatagliente.wordpress.com